appunti

Il viaggio inizia con un racconto di qualche anno fa, che racchiudeva un’idea probabilmente abbastanza buona per diventare un buon thriller fantascientifico, una storia ricca di colpi scena, di personaggi strani, di un ritmo a tratti frenetico, di un finale del tutto imprevedibile. Di quelli, insomma, che il lettore divora

domenica 30 marzo 2008

Cannibali e segreti
Il prologo terminava all'insegna della fame. Il primo capitolo l'affronterà, da un altro punto di vista. E finirà con il ritrovamento di un cadavere che darà il via alla storia vera e propria.
Siamo a Firenze e il cadavere ricorderà in qualche modo un periodo molto buio per la città, quella del fantomatico mostro che ha tenuto in scacco la polizia per decenni e che ha forse mietuto più vittime tra i presunti assassini che tra gli assassinati.
Inizio oggi a leggere un libro, si intitola Il mostro, di Michele Giuttari, scrittore e poliziotto d'esperienza. Spero di trovare in queste pagine un po' di risposte su come si comporta la polizia in casi come questo. Ripeto di non voler fare un romanzo con la polizia protagonista, ma non posso nemmeno sperare di affrontare una trama del genere senza sapere cosa fanno le forze dell'ordine.

Intanto sto pensando di proteggere i contenuti di questo blog riservando l'accesso solo a chi avrà voglia di seguirmi e aiutarmi durante la stesura, ed evitando così spoiler poco graditi a chi vorrà leggere il romanzo una volta finito (fosse un distratto navigatore passato per caso o un grosso editore intenzionato a farmi ricco :PPP)

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lunedì 24 marzo 2008

Senza nome
Qualcuno darà la caccia a Mamadou Kinda. E sarà un antieroe. Né il poliziotto rampante e integerrimo, né il padre di famiglia puro e onesto, né il vecchio saggio. Sarà un ex di tutto questo, alienato e in pensione dalla vita a causa di qualcosa di brutto che gli è successo e che gli ha fatto chiudere la porta con il mondo fuori. Da questa storia non potrà scappare, ma l'affronterà contro la propria volontà, dall'inizio alla fine.
Se volete trovare alti valori, bontà d'animo, altruismo e generosità, non guardate lui.
Se volete trovare bassezza, disonestà, corruzione e tendenza al crimine, non guardate lui.
Se volete trovare un po' di tutto questo allora sì, magari condito con molto sano menefreghismo.
Ha tra i quaranta e i cinquant'anni, un figlio che non vede mai e qualche problema fisico che giustifica la sua scontrosità e la sua misoginia.
Se volessi visualizzarlo penserei a un Michele Placido dei tempi della Piovra; o a Martin Kove, il sensei cattivo di Karate Kid. E gli aggiungerei una folta barba nera.
Mi manca un nome.

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martedì 18 marzo 2008

Terza vita
Quando tento di rispondere alla domanda "come sarà l'internet del futuro", dove per futuro intendo anche tra qualche secolo, mi si aprono scenari affascinanti e raccapriccianti al contempo. Gli scrittori di fantascienza ci devono aver già speculato un bel po', soprattutto nel filone del cyberpunk (che ammetto di non conoscere molto).
L'idea che mi sono fatto da questa letteratura (e soprattutto cinematografia) è quella di gente sempre più inchiodata ai computer, magari con innesti fisici che permettano di vivere sempre più a fondo la seconda vita nella realtà virtuale, fino a non distinguerla più dalla prima, quella che oggi definiamo reale.
La seconda vita è l'uomo che entra in internet.
Ecco, io ho in mente una terza vita, quella di internet che entra nell'uomo. L'abbandono della vita reale avviene perché nella realtà virtuale si possono fare cose impossibili. Magari però con il mio software organico le cose impossibili si possono fare nella vita reale.

p.s.
se pensate che sia ancora mooooolto in alto mare avete ragione... e non so nemmeno nuotare bene, ora che ci penso

p.p.s.
però potrebbe essere un buon titolo

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lunedì 10 marzo 2008

Primo mattone
C'è una piccola novità sul sito. Se guardate a destra, sopra i post-it, vedrete alcuni mattoncini rossi con accanto la scritta "materiale". Servirà per dare un po' di ordine quando ci sarà qualcosa di più da leggere oltre alle mie solite chiacchiere.
A dire il vero qualcosa da leggere c'è già!
E' il prologo. Non ho idea se sopravviverà fino alla fine, ma in fondo lo spirito del sito è proprio questo: seguire il romanzo, dal primo barlume di idea alla sua conclusione.
Allora ecco una regola: tutto quello che entra nella sezione "materiale" non esce più. Sarà sempre consultabile, quello che cambierà avrà lì tutta la sua storia, con tutte le sue versioni.
E ora è il momento di cominciare a leggere qualcosa (e di insultare il suo autore).
Ecco il file: prologo.pdf

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venerdì 7 marzo 2008

Prima risposta: i cerchi nel grano
Barbara (grazie!) mi ha inviato un estratto di un'intervista di Gianfranco Arrighini al professor Corrado Malanga, datata 2002. Non siamo riusciti a capire dove fosse pubblicata, ma ne esiste una versione on-line, che potete leggere qui. Malanga (docente di chimica all'Università di Pisa) è uno dei massimi esperti di "ufologia", nonché fondatore del gruppo Stargate Toscana. Tra le varie ricerche ufologiche che ha condotto, ce n'è una che potrebbe riguardarmi da vicino, quella dei "corps circle", i famosi cerchi nel grano. Ecco cosa dice nell'intervista:

Nei libri di fantascienza di tanti anni fa c'era scritto che la vita poteva essere basata sul carbonio oppure sul silicio. C'è una disinterpretazione di fondo: non si può fare il DNA col silicio, cioè non si può mettere il silicio al posto del carbonio come la gente pensa, perché il DNA diventerebbe talmente rigido, un DNA di pietra, che non si potrebbe più muovere, non avrebbe più informazioni. Le informazioni nel DNA sono dovute al fatto che c'è un equilibrio conformazionale nella molecola e ad ogni conformazione corrisponde una informazione.
(…)
Quando è venuto fuori il discorso del silicio nel DNA descritto dal crop (circle) di Chilbolton, il silicio non poteva esser messo al posto del carbonio, ma, in base alle indicazioni date dal crop, si poteva solo pensare di mettere il silicio al posto del fosforo del gruppo fosfato.
Così facendo, noi abbiamo costruito un DNA nel computer fatto con queste caratteristiche, e la molecola stava in piedi da un punto di vista strutturale.
Ci siamo (solamente allora) resi conto che altri scienziati nel mondo avevano già sintetizzato pezzi di DNA al silicio, perché c'è una grande importanza e milioni di dollari dietro questa ricerca, poiché un DNA al silicio, cioè nel quale al posto del fosforo ci sia il silicio, al posto del fosfato ci sia il silicato, può essere "linkato", cioè agganciato ad un microchip, e così le informazioni che prima eravamo abituati a dare in codice binario possono essere codificate in tutti quei milioni di modi in cui la molecola del DNA si può mettere, ogni modo è informazione. E allora possiamo avere dei microchip biologici in parte fatti col silicio del transistor di una volta, in parte fatti col silicio del DNA di Chilbolton e abbiamo così costruito una macchina bionica, in grado di pensare con la testa di un uomo, ma con la grande velocità che può avere un computer...

Per approfondire l'argomento, sul sito del gruppo c'è un interessante articolo ("Lezioni dai campi di grano", scarica pdf).
Non so ancora quanto tutto questo possa essermi d'aiuto, e resto dell'idea che non dovrei spiegare troppo a proposito del funzionamento chimico del software biologico; ma certo sapere che esiste la possibilità scientifica di una compatibilità uomo-macchina a livello di DNA è per me una piccola grande scoperta. Mi permetterà di ammantare il tutto, laddove necessario ai fini del romanzo, di una certa plausibilità che di sicuro non guasta.
Studierò con calma le considerazioni di Malanga (sperando di non restarne coinvolto al punto da divagare troppo); magari potrei anche contattarlo ed esporgli la mia idea di fondo. Una chiacchierata sull'argomento con un chimico professionista dalla mentalità così aperta sarebbe una manna (o qualcos'altro) dal cielo.

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sabato 1 marzo 2008

La terra degli uomini integri
Il Burkina Faso è uno dei Paesi più poveri del mondo, con un'economia finanziata per la maggior parte da aiuti internazionali.
Tra i vari aspetti, quello che mi interessa di più al momento è un elemento religioso: voglio che Kinda sia cristiano (e non c'è niente di strano, lo è il 30% della popolazione); ma voglio anche che di fronte alla morte possa ritrovare l'istinto tribale di certi rituali antichi (propri dei Mossi), mai del tutto spariti nonostante la colonizzazione francese.
Nella lingua more, Burkina Faso significa "la terra degli uomini integri".

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