appunti

Il viaggio inizia con un racconto di qualche anno fa, che racchiudeva un’idea probabilmente abbastanza buona per diventare un buon thriller fantascientifico, una storia ricca di colpi scena, di personaggi strani, di un ritmo a tratti frenetico, di un finale del tutto imprevedibile. Di quelli, insomma, che il lettore divora

mercoledì 15 febbraio 2012

Un giorno all'improvviso...
Quando meno te lo aspetti la voglia di parlare di scrittura torna fuori. E allora ne parli un po' con una nuova conoscenza, giusto per raccontare qualcosa di te. Finisce che ci metti un pochino di entusiasmo e l'altra persona se ne accorge, e magari inizia a interessarsi alle cose che gli racconti.
E poi vuole leggere qualcosa, forse per misurare quello che dici con qualcosa di concreto. Così, tanto per vedere dove ti porta il gioco, le fai leggere il prologo e il primo capitolo. Questa nuova conoscenza poi si ammala, sparisce per tre giorni, e ti accorgi che muori dalla voglia di sapere se ha letto e cosa ne pensa. Quelle sensazioni che avevi messo nel ripostiglio riesplodono con tutta la loro energia e ti fanno stare male e ti fanno stare bene.
Poi questa persona torna a farsi viva e dice "Io HO BISOGNO di sapere come continua la storia!"

Vuole il capitolo 2, ok, posso darglielo. Magari il 3 non lo vorrà, magari ne avrà abbastanza. Ma se così non fosse cosa facciamo una volta arrivati al 19? Perché il 20 non esiste, e la sua assenza è una presenza fissa da un anno abbondante. Nel frattempo sono successe un po' di cose, è nato Leo, il tempo si è assottigliato tantissimo, le energie si sono ridotte. Qualche altra buona passione (il biliardo) ha preso il sopravvento, ha dato una forma alla voglia di uscire un po' di casa anziché rintanarsi davanti a un Mac per scrivere la storia di Cosimo Leone.

Avevo chiuso una porta, e ora a quella porta hanno bussato. Ho paura e voglia di riaprirla, ma non so se avrò la forza necessaria.

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