appunti

Il viaggio inizia con un racconto di qualche anno fa, che racchiudeva un’idea probabilmente abbastanza buona per diventare un buon thriller fantascientifico, una storia ricca di colpi scena, di personaggi strani, di un ritmo a tratti frenetico, di un finale del tutto imprevedibile. Di quelli, insomma, che il lettore divora

giovedì 20 novembre 2008

Piccolo impegno
Entro fine anno completerò il capitolo dieci (e fin qui è facile).
Entro fine anno completerò anche i capitoli che precedono il dieci (qui è un po' più difficile, mah...)

Sì... Può... Fare!
(Frankenstein Junior)

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martedì 11 novembre 2008

La Gatta
Mi sto rendendo conto che questo romanzo "pretende" personaggi di un certo spessore, o non avrebbe molto senso di esistere. Trovo che sia difficilissimo caratterizzarli tutti in modo soddisfacente, non tanto per farli sembrare veri, quanto per evitare loro di essere troppo sopra le righe.
Di solito nei thriller troviamo il classico serial killer, dove per classico intendo un pazzo omicida con mille fobie, mille manie, rituali, abitudini e debolezze che lo rendono talmente fuori dal comune da diventare quasi incredibile. Ma ormai sembra non si possa prescindere da un personaggio del genere, tanto che per sfuggire allo stereotipo ce ne siamo inventati un altro ad hoc.
Il passo successivo è stato quello di caratterizzare in modo ancora più forte il poliziotto che gli dà la caccia, senza lesinare in fobie e manie nemmeno qui. Il cattivo contro il buono non rende più tanto bene, meglio un cattivo che in fondo un po' buono lo è contro un buono che sotto sotto è una bella carogna.
Ho sempre trovato che troppi personaggi fuori dal comune nella stessa storia la indebolissero, la rendessero troppo distante dalla realtà da diventare ragionevolmente incredibile da vanificare l'immedesimazione del lettore.
Nel mio romanzo, di personaggi così ce ne "devono" essere almeno tre. Dico "almeno" perché alla fine saranno "quasi" quattro. La vedo dura, ma non posso fare altrimenti. Cosimo Leone e Mamadou Kinda sono due, e ce la sto mettendo tutta per trovare il giusto equilibrio tra follia e realtà. Con la Gatta, di cui inizio a parlare nel sesto capitolo, è davvero un bel casino. Io ci provo, anche se questo vuol dire rallentare ancora di più un motore che già ora va avanti a singhiozzi e sembra voler esalare le ultime sbuffate da un momento all'altro.
Speriamo che la Gatta si porti con sé le famose nove vite e riesca a tenere su tutto l'ambaradan.

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