appunti

Il viaggio inizia con un racconto di qualche anno fa, che racchiudeva un’idea probabilmente abbastanza buona per diventare un buon thriller fantascientifico, una storia ricca di colpi scena, di personaggi strani, di un ritmo a tratti frenetico, di un finale del tutto imprevedibile. Di quelli, insomma, che il lettore divora

sabato 23 agosto 2008

Pigro
Sono pigro, molto. Soprattutto col caldo, quando la mia massima aspirazione si riduce a trascinarmi sul divano insieme a una birra, mentre l'aria condizionata soffia come un gatto.
In questo periodo estivo ho trasferito la mia scrittura dalle mani al cervello.
Insomma, non ho scritto niente ma ho pensato molto, prendiamola così.
Però sono convinto che far frullare la storia in testa a lungo sia una buona ricetta, in generale. Quando ormai la scena si è svolta un milione di volte, e ogni volta lo ha fatto in modo diverso, poi basta scegliere quella venuta meglio e descriverla.
Sono pigro, dicevo, anche quando fa freddo. E lento, per giunta. Detesto provare a scrivere un capitolo per poi buttarlo via e rifarlo da capo. Non significa che non debba farlo spesso, ma se inizio a scrivere con le idee già molto chiare, è probabile che non accada più volte di quanto siano davvero necessarie.
Detto questo, se non mi do una mossa questo romanzo vedrà la luce in un'epoca in cui i libri non esisteranno più.
Fine del pensiero estivo, sono troppo pigro per fare un post più lungo :-)

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giovedì 7 agosto 2008

A ognuno il suo
Stephen King consiglia di fare la prima stesura a porta chiusa e la seconda a porta aperta. Io sto facendo leggere il romanzo mentre lo scrivo a due o tre "amici" di cui mi fido, e sto tenendo conto di quello che mi dicono.
Chi ha ragione? (ahahah, penserete voi, lui è King e tu sei solo un segaiolo)
Secondo me abbiamo ragione entrambi, nel senso che non ci sono regole per scrivere un buon romanzo (e questo lo dice pure lui) e ogni sistema è quello buono se porta al risultato sperato.
Il mio in fondo è un trucco da poveracci, nel senso che il beneficio di poter contare su qualcuno che non sia io rimedia in parte alla mia incapacità di accorgermi da solo di cosa non funziona. Uno che ha alle spalle più di cinquanta romanzi di successo probabilmente è abbastanza sgamato da poter contare esclusivamente su se stesso.
In cosa consiste il trucco? Semplice: uno scrittore è avido di commenti, ne vorrebbe uno per ogni frase che ha scritto, su cui si è impegnato, su cui a volte ha sputato sangue. L'unico modo per avere una così grande quantità di commenti è far leggere pagina per pagina, perché nessuno legge tutto insieme un libro di 400 pagine e ti restituisce un commento di 200.
Chiaramente questa avidità non serve a innaffiare la piantina dell'ego (e meno male, che in prima stesura di solito i commenti non sono così positivi) ma a rendere più attendibile il "monitor degli allarmi" che ogni scrittore dovrebbe avere sulla propria opera.
Per ogni concetto tecnico che si rispetti c'è un inglesismo che lo descrive. Io non sto parlando altro che di feedback. Il romanzo è (anche) un thriller, uno di quei generi in cui l'autore gioca con il lettore maneggiando la sottile arte dell'inganno. Depista, lascia trappole per strada, sfida agli indovinelli. Una faticaccia, insomma, e soprattutto un'incognita: alla fine pensi di aver raccontato la storia più intricata del mondo e il primo che lo legge ti viene a dire che a metà aveva già capito tutto... c'è da spararsi.
Invece così controllo l'effetto che fa e mi correggo in corsa. Mi faccio dire cosa si capisce, cosa ci si aspetta, che idea ci siamo fatti delle cose. Se corrisponde a quello che volevo che il lettore capisse mi do due bacini davanti allo specchio e vado avanti; se mi accorgo che il lettore non ha capito niente o ha capito tutto nei tempi sbagliati, a quello specchio do una bella testata e mando tutto in frantumi. Ma non butto via mezzo romanzo, tutt'al più un capitolo o due.

Tutto questo pappié di sermone per dire che siamo al capitolo tre, e che ho già capito che devo riscriverne una buona parte. Nel complesso, però, sono soddisfatto di quello che sta venendo fuori.
Chi, della schiera degli eletti, mi ha chiesto i primi due capitoli e non li ha ricevuti mi scusi, sono stato via un mesetto (se non siete mai andati in Sicilia andateci di corsa, ne vale la pena) e mi sono dimenticato. Se me lo ricorda in omaggio riceverà il terzo :-)

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