appunti

Il viaggio inizia con un racconto di qualche anno fa, che racchiudeva un’idea probabilmente abbastanza buona per diventare un buon thriller fantascientifico, una storia ricca di colpi scena, di personaggi strani, di un ritmo a tratti frenetico, di un finale del tutto imprevedibile. Di quelli, insomma, che il lettore divora

lunedì 24 marzo 2008

Senza nome
Qualcuno darà la caccia a Mamadou Kinda. E sarà un antieroe. Né il poliziotto rampante e integerrimo, né il padre di famiglia puro e onesto, né il vecchio saggio. Sarà un ex di tutto questo, alienato e in pensione dalla vita a causa di qualcosa di brutto che gli è successo e che gli ha fatto chiudere la porta con il mondo fuori. Da questa storia non potrà scappare, ma l'affronterà contro la propria volontà, dall'inizio alla fine.
Se volete trovare alti valori, bontà d'animo, altruismo e generosità, non guardate lui.
Se volete trovare bassezza, disonestà, corruzione e tendenza al crimine, non guardate lui.
Se volete trovare un po' di tutto questo allora sì, magari condito con molto sano menefreghismo.
Ha tra i quaranta e i cinquant'anni, un figlio che non vede mai e qualche problema fisico che giustifica la sua scontrosità e la sua misoginia.
Se volessi visualizzarlo penserei a un Michele Placido dei tempi della Piovra; o a Martin Kove, il sensei cattivo di Karate Kid. E gli aggiungerei una folta barba nera.
Mi manca un nome.

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1 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Cia', un nome? Chiamalo Aniello, lo vuoi straniero? Chiamalo Hermes, lo vuoi strano? Chiamalo semplice...
lami

24 aprile 2008 23:57  

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