appunti

Il viaggio inizia con un racconto di qualche anno fa, che racchiudeva un’idea probabilmente abbastanza buona per diventare un buon thriller fantascientifico, una storia ricca di colpi scena, di personaggi strani, di un ritmo a tratti frenetico, di un finale del tutto imprevedibile. Di quelli, insomma, che il lettore divora

giovedì 17 giugno 2010

Si cambia strategia...
...da lunedì sveglia alle 6 del mattino!

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lunedì 17 maggio 2010

Eppur si muove
Parlando di velocità, intendevo ovviamente la velocità di lettura, perché in quanto a scrittura penso che anche una tartaruga farebbe meglio. Sì, lo so, è un discorso già sentito, ma devo testare che la migrazione del sito ad altro maintainer sia andata a buon fine e non avendo di meglio da scrivere ribadisco il concetto (così ogni volta che rileggo mi sento una merdina, non sia mai che tutto questo scateni un colpo di reni dell'orgoglio e la marcia riprenda spedita).

In realtà la storia qualche passettino l'ha fatto, senza per altro che ciò rappresenti una buona notizia, avendo soltanto evidenziato una lacuna nella trama fin qui scritta che mi costringerà a trasformare la tartaruga in un gambero. Bibbidi bobbidi bu!

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domenica 11 aprile 2010

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domenica 7 marzo 2010

Sottotrame e montagne russe
Quando si organizza una trama in cui sette o otto personaggi hanno un ruolo determinante, è opportuno non tralasciarli mai per troppo tempo. Le sottotrame devono correre in maniera magari autonoma (per poi congiungersi al momento opportuno) ma contemporaneamente, o la percezione del tempo e del ritmo del lettore sarà falsata.
C'è un grande capolavoro della letteratura fantastica che si fa beffe di questa regola, ed è il Signore degli Anelli. Suddiviso in 3 libri e 6 parti, nel libro centrale (Le due torri), c'è una metà che racconta della Compagnia e un'altra che racconta del viaggio solitario di Frodo e Sam. Il risultato è che di tutti i personaggi perdiamo traccia per circa 200 pagine. Ecco, nonostante gli indubbi meriti dell'opera in questione, questo è un difetto enorme.
Nel capitolo 17 ho ripreso le fila di una sottotrama che si era interrotta e che doveva ridestarsi subito. Da quello che succede in questo capitolo si diramerà un percorso preciso che porterà verso il finale. Praticamente siamo giunti in cima alla salita delle montagne russe: la navetta (la trama) si è caricata di energia potenziale (di elementi e di indizi) ed è pronta a sprigionare tutta la potenza verso il basso (il finale) viaggiando a grande velocità (ritmo) e compiendo vorticose oscillazioni (colpi di scena). Ora, sperare che le sensazioni provate dal lettore siano le stesse è eccessivo e fuori luogo, ma l'idea sarebbe che d'ora in poi ogni interruzione della lettura debba provocare un piccolo dolore e una gran voglia di riprendere il prima possibile dal punto in cui si è lasciato.

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sabato 20 febbraio 2010

Regole del gioco
Finito anche il capitolo 16, da qualche giorno. Continuo ad avere la sensazione che ci sia troppa poca azione, ma non saprei come organizzare diversamente i capitoli. Siamo in un luogo, ci sono due o più persone che si devono dire qualcosa, o devono capire qualcosa, ma questo qualcosa non succede, viene capito. Credo sia un difetto, ma al momento è necessario.
Penso che il punto di forza degli ultimi due capitoli siano i dialoghi (che sopperiscono all'azione), perché il Guru, un personaggio fondamentale da qui alla fine, è un eclettico pazzoide che non dice mai niente di banale. Ha un grande senso dell'umorismo e appare completamente slegato dalla realtà. D'altro canto è una spanna avanti al mondo intero per quanto riguarda la tecnologia e ogni cosa che fa genera stupore in Leone (e di riflesso nel lettore).
Il Guru e quello che rappresenta (l'esasperazione dell'informatica) sono la chiave. Forse per questo dovrebbe venir fuori un po' prima nella trama, non dopo otto o nove capitoli. La tecnologia stessa viene fuori tardi. Una buona regola dei gialli è che la chiave dell'enigma deve saltare fuori subito e rimanere sotto gli occhi di tutti per tutta la durata della storia. Solo così, quando si capirà il suo ruolo, si avrà il colpo di scena. Un'altra buona regola, che poi è la stessa vista dalla prospettiva opposta, è che se nella prima scena si inquadra una pistola, quella prima o poi dovrà sparare. Ecco, devo stare attento a non allontanarmi troppo da queste logiche, perché il lettore potrebbe non seguire bene o pensare che certe svolte non siano altro che un deus ex-machina ideato da chi non sapeva più dove voleva andare a parare.
Anche per questo sono sempre più convinto che la revisione sarà un lavoro durissimo e molto lungo. Non vedo l'ora di arrivarci, ma prima mi aspettano, a occhio e croce, altri 26 capitoli (quando si dice una scaletta come si deve!).

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