appunti

Il viaggio inizia con un racconto di qualche anno fa, che racchiudeva un’idea probabilmente abbastanza buona per diventare un buon thriller fantascientifico, una storia ricca di colpi scena, di personaggi strani, di un ritmo a tratti frenetico, di un finale del tutto imprevedibile. Di quelli, insomma, che il lettore divora

mercoledì 15 febbraio 2012

Un giorno all'improvviso...
Quando meno te lo aspetti la voglia di parlare di scrittura torna fuori. E allora ne parli un po' con una nuova conoscenza, giusto per raccontare qualcosa di te. Finisce che ci metti un pochino di entusiasmo e l'altra persona se ne accorge, e magari inizia a interessarsi alle cose che gli racconti.
E poi vuole leggere qualcosa, forse per misurare quello che dici con qualcosa di concreto. Così, tanto per vedere dove ti porta il gioco, le fai leggere il prologo e il primo capitolo. Questa nuova conoscenza poi si ammala, sparisce per tre giorni, e ti accorgi che muori dalla voglia di sapere se ha letto e cosa ne pensa. Quelle sensazioni che avevi messo nel ripostiglio riesplodono con tutta la loro energia e ti fanno stare male e ti fanno stare bene.
Poi questa persona torna a farsi viva e dice "Io HO BISOGNO di sapere come continua la storia!"

Vuole il capitolo 2, ok, posso darglielo. Magari il 3 non lo vorrà, magari ne avrà abbastanza. Ma se così non fosse cosa facciamo una volta arrivati al 19? Perché il 20 non esiste, e la sua assenza è una presenza fissa da un anno abbondante. Nel frattempo sono successe un po' di cose, è nato Leo, il tempo si è assottigliato tantissimo, le energie si sono ridotte. Qualche altra buona passione (il biliardo) ha preso il sopravvento, ha dato una forma alla voglia di uscire un po' di casa anziché rintanarsi davanti a un Mac per scrivere la storia di Cosimo Leone.

Avevo chiuso una porta, e ora a quella porta hanno bussato. Ho paura e voglia di riaprirla, ma non so se avrò la forza necessaria.

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giovedì 17 giugno 2010

Si cambia strategia...
...da lunedì sveglia alle 6 del mattino!

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lunedì 17 maggio 2010

Eppur si muove
Parlando di velocità, intendevo ovviamente la velocità di lettura, perché in quanto a scrittura penso che anche una tartaruga farebbe meglio. Sì, lo so, è un discorso già sentito, ma devo testare che la migrazione del sito ad altro maintainer sia andata a buon fine e non avendo di meglio da scrivere ribadisco il concetto (così ogni volta che rileggo mi sento una merdina, non sia mai che tutto questo scateni un colpo di reni dell'orgoglio e la marcia riprenda spedita).

In realtà la storia qualche passettino l'ha fatto, senza per altro che ciò rappresenti una buona notizia, avendo soltanto evidenziato una lacuna nella trama fin qui scritta che mi costringerà a trasformare la tartaruga in un gambero. Bibbidi bobbidi bu!

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domenica 11 aprile 2010

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domenica 7 marzo 2010

Sottotrame e montagne russe
Quando si organizza una trama in cui sette o otto personaggi hanno un ruolo determinante, è opportuno non tralasciarli mai per troppo tempo. Le sottotrame devono correre in maniera magari autonoma (per poi congiungersi al momento opportuno) ma contemporaneamente, o la percezione del tempo e del ritmo del lettore sarà falsata.
C'è un grande capolavoro della letteratura fantastica che si fa beffe di questa regola, ed è il Signore degli Anelli. Suddiviso in 3 libri e 6 parti, nel libro centrale (Le due torri), c'è una metà che racconta della Compagnia e un'altra che racconta del viaggio solitario di Frodo e Sam. Il risultato è che di tutti i personaggi perdiamo traccia per circa 200 pagine. Ecco, nonostante gli indubbi meriti dell'opera in questione, questo è un difetto enorme.
Nel capitolo 17 ho ripreso le fila di una sottotrama che si era interrotta e che doveva ridestarsi subito. Da quello che succede in questo capitolo si diramerà un percorso preciso che porterà verso il finale. Praticamente siamo giunti in cima alla salita delle montagne russe: la navetta (la trama) si è caricata di energia potenziale (di elementi e di indizi) ed è pronta a sprigionare tutta la potenza verso il basso (il finale) viaggiando a grande velocità (ritmo) e compiendo vorticose oscillazioni (colpi di scena). Ora, sperare che le sensazioni provate dal lettore siano le stesse è eccessivo e fuori luogo, ma l'idea sarebbe che d'ora in poi ogni interruzione della lettura debba provocare un piccolo dolore e una gran voglia di riprendere il prima possibile dal punto in cui si è lasciato.

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