appunti

Il viaggio inizia con un racconto di qualche anno fa, che racchiudeva un’idea probabilmente abbastanza buona per diventare un buon thriller fantascientifico, una storia ricca di colpi scena, di personaggi strani, di un ritmo a tratti frenetico, di un finale del tutto imprevedibile. Di quelli, insomma, che il lettore divora

lunedì 30 novembre 2009

Non scrivo perché ho troppo da leggere
Nei corsi di scrittura che ho prima frequentato e poi co-tenuto, è sempre venuto fuori il più grosso difetto degli aspiranti fenomeni della scrittura, quei talenti eccezzionali che "ancora nessuno se n'è accorto ma come scrivo io non scrive nessuno sulla terra": l'incapacità di dare priorità alle cose.
Capita di chiedere "cosa stai leggendo in questo momento?" e sentirsi rispondere "niente, sto scrivendo il mio romanzo, non ho tempo". Di solito chi mi dice queste cose finisce in black list e nove volte su dieci si classifica "esimo" tra gli iscritti.
Scrivere senza leggere è come cucinare senza aver prima fatto la spesa.
In questo periodo passo tutto il tempo libero che ho (pochissimo, quasi zero!) a fare "shopping", recuperando vecchie ricette che imperdonabilmente non avevo ancora provato o che avevo dimenticato (Mattatoio n. 5 e 1984), provando gusti nuovi (Stieg Larsson, Haruki Murakami), rivisitando quelli di quando ero bambino (i fumetti della Marvel) e concedendomi ogni tanto i miei piatti preferiti (Niccolò Ammaniti e Stephen King). Non troppo di frequente, purtroppo, mi sento addosso quella bella sensazione di pancia piena e soddisfatta, ma credo non esista niente al mondo in grado di togliermi la fame.
Quando ricomincerò a scrivere il romanzo? Non lo dico più, detesto rileggermi dopo qualche mese e scoprire che mi sono raccontato un mare di balle. Ricomincerò quando avrò tempo e voglia, quando non saprò resistere alla tentazione, quando le parole mi troboccheranno dal corpo e non avrò altra scelta che metterle di corsa dentro il mio Mac, prima che vadano "perdute come lacrime nella pioggia".
Chi non ha mai pubblicato un romanzo ha un grosso vantaggio rispetto agli autori editi (e affermati): nessun editore gli sta col fiato sul collo in attesa della consegna. Non ho intenzione di rinunciare a questo privilegio per niente al mondo. Nessuno aspetta il mio romanzo, quindi il mio romanzo si prenderà tutto il tempo che vuole. Quando ho provato a scrivere per forza, per forza ho avuto anche il coraggio di buttare via tutto. Fatica sprecata e tempo buttato via. Se questo romanzo vedrà mai la luce, dovrà farlo nella sua veste migliore. Le librerie sono piene di schifezze (al punto che sempre più spesso ci resto intrappolato); non c'è bisogno che anch'io contribuisca.
In attesa del Romanzo, quindi, leggerò fino a consumarmi gli occhi.

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1 Commenti:

Blogger ilgrillo ha detto...

Sottoscrivo anche le virgole. :)

2 gennaio 2010 09:59  

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