appunti

Il viaggio inizia con un racconto di qualche anno fa, che racchiudeva un’idea probabilmente abbastanza buona per diventare un buon thriller fantascientifico, una storia ricca di colpi scena, di personaggi strani, di un ritmo a tratti frenetico, di un finale del tutto imprevedibile. Di quelli, insomma, che il lettore divora

martedì 3 marzo 2009

Urka!
E' sempre più difficile. Soprattutto perché sento che sta venendo fuori un buon lavoro. Ho praticamente concluso il quattordicesimo capitolo, mi ero promesso di arrivare a quindici entro la fine di febbraio, ma sono ugualmente soddisfatto (soprattutto considerando un po' di smottamenti personali degli ultimi periodi, tipo cercare una casa nuova).
Per la prima volta, però, mi è piombata nel cervello la frasettina fatidica che ogni scrittore teme come la morte, quella che ti si insinua in testa e gufa terrbilmente: "e ora cosa scrivo? come va avanti la storia?"
E' stato un brivido temporaneo, la situazione è sotto controllo. Ma devo tornare sul progetto e fare una verifica. In questo momento ho superato pagina 100, delle oltre 300 che mi ero immaginato all'inizio del lavoro. Mi sembra un'enormità, con la conseguenza che al termine mancano due enormità molto difficili da riempire.

Nell'ultimo capitolo è successo qualcosa di inaspettato, che non avevo pianificato. Mentre scrivevo mi sono reso conto che avrebbe dovuto succedere quello che poi ho scritto, una cosa che non era assolutamente in scaletta, di cui non conosco le conseguenze (che saranno comunque molto pesanti). Nonostante tutto sono convinto che questa cosa dovesse accadere. Si tratta di qualcosa che il lettore non si aspetta, che succede troppo presto e che disorienta. Mi piace, ma ora dovrò tornare sulla scaletta e sparecchiare un po' la tavola, ricostruire il "da qui in avanti" cercando di riportare la storia nella direzione giusta prima del finale (che vorrei fosse quello dell'idea iniziale).
Sono le disavventure che rendono bello il lavoro

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1 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Mi è capitato anche a me e in effetti il metodo che dici tu mi sembra il migliore, anche se all'inizio ricominciavo a leggere dal paragrfao precedente, per poi immergermi nuovamente nel discorso.
luciano

19 gennaio 2010 17:57  

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